Stagioni
Marta Di Cioccio · 30 luglio 2026
Come la calura di luglio ha anticipato le partenze prima dell'alba nella valle del Tirino
Nella settimana fra il 20 e il 26 luglio le temperature del pomeriggio hanno superato i trentaquattro gradi anche sopra i quattrocento metri, e dopo una prima giornata difficile il cammino lungo la valle del Tirino è stato riorganizzato intorno alle ore fresche del mattino, con le lanterne accese alle cinque e tre quarti.
valle-tirino-alba.jpg — 1200×800La prima tappa, il 20 luglio, è partita all'orario consueto, poco prima delle otto, con il cielo già bianco di calore e un vento caldo che saliva dalla valle. Verso l'una e mezza, nel tratto scoperto prima di Bussi, il termometro del furgone segnava trentasei gradi, e Luisa, una delle partecipanti, ha chiesto di fermarsi perché le girava la testa. È stata fatta sedere all'ombra di un muro, con un asciugamano bagnato sulla nuca, mentre il furgone arrivava a prenderla dalla strada più vicina, e mezz'ora dopo stava già meglio.
La decisione presa dopo cena
Quella sera, nella corte della masseria, si è discusso a lungo di che cosa fare con i giorni che restavano. Accorciare le tappe non bastava, perché il caldo del primo pomeriggio sarebbe arrivato comunque prima della fine della giornata, e spostare il cammino di qualche giorno avrebbe significato annullarlo. Alla fine si è deciso di anticipare la partenza di due ore, alle cinque e tre quarti, con la colazione servita alla luce delle lanterne, e di arrivare alla tappa successiva prima di mezzogiorno.
A proporlo con più convinzione è stato Franco, un fornaio in pensione che per quarant'anni aveva acceso il forno alle tre del mattino. Ha raccontato che le ore prima dell'alba sono le più belle della giornata, che lui le conosce meglio di chiunque altro e che in tutto quel tempo nessuno gli aveva mai proposto di camminarci dentro. «Ho sempre visto il giorno arrivare dalla finestra del forno», ha detto, «adesso voglio vederlo arrivare da fuori.»
Il buio che si schiarisce
La mattina del 21 luglio il gruppo è partito con le lampade frontali accese, in fila stretta, lungo un tratto di tratturo che il giorno prima era sembrato soltanto polveroso. Nel buio si sentivano i grilli, l'acqua di un canale, il rumore delle scarpe sulla ghiaia, e a un certo punto il verso di una civetta che ha seguito il gruppo per qualche centinaio di metri, posandosi di palo in palo. Nessuno parlava, e Franco, che camminava in testa, si fermava ogni tanto ad ascoltare.
Il paesaggio è comparso a poco a poco, prima i profili delle colline contro un cielo appena più chiaro, poi i filari, infine il colore dell'erba ancora bagnata. Verso le sei e venti il sole è spuntato dietro la montagna, e il gruppo si è fermato senza bisogno di dirlo, in piedi sul margine del tratturo, a guardare la luce che scendeva lungo il fianco della valle. Franco ha spento la sua lampada per ultimo, e ha detto soltanto che il pane, a quell'ora, era già nel forno da un pezzo.
I piedi nell'acqua del Tirino
Le tappe successive sono state accorciate di qualche chilometro, fermandosi in paesi intermedi dove il furgone aveva già portato le valigie, e il gruppo ha raggiunto ogni giorno la meta prima delle undici e mezza. I pomeriggi sono stati dedicati al riposo e alle soste lungo il fiume, alle sorgenti di Capodacqua, dove l'acqua del Tirino esce dalla roccia così fredda che non si riesce a tenervi i piedi per più di un minuto. Luisa ha camminato tutte le tappe successive senza fatica, e il quarto giorno è stata lei a dettare il passo.
Le letture della sera si sono spostate nel cortile, con le lanterne al posto del fuoco, che con quel caldo nessuno avrebbe voluto accanto. Si sono lette pagine sulle mietiture d'altri tempi, quando nei campi si lavorava di notte proprio per sfuggire al sole, e il paragone con quelle mattine di cammino è venuto da sé. Più di una persona, l'ultima sera, ha detto che le partenze prima dell'alba erano state la parte più bella dell'intera settimana.
Da questa settimana è nata la scelta di non proporre più cammini lunghi nelle valli basse fra la metà di luglio e la fine di agosto, lasciando i mesi più caldi ai tratti di quota, dove le sere tornano a chiedere il fuoco. Per le partenze di giugno, invece, la colazione con le lanterne resterà un'opzione per chi la desidera, e Franco ha già chiesto di essere avvisato per primo.
Lettera del fuocoChi riceve la lettera legge i resoconti una settimana prima, insieme ai racconti che sul taccuino non escono Nel taccuino, subito dopoChe cosa resta nello zaino quando i bagagli viaggiano sul furgone